La prima stagione che ricordo è l’inverno. Infanzia bellunese

L’autobiografia consiste di due parti, una in prosa e una in versi. Nasce dal desiderio dell’autrice di riunire le poesie, sparse nelle varie raccolte finora pubblicate, che hanno un riferimento alla città natale, partendo dall’assenza e dalla rimozione per ritrovare il filo di ricordi che assomigliano ad apparizioni. All’inizio c’è il Taccuino bellunese, che non a caso dà il nome all’antologia: si tratta di un poemetto, suddiviso in nove sequenze e sgorgato quasi sulla soglia del nuovo millennio, durante un passaggio esistenziale molto difficile. La poesia è ispirata dal ritorno nell’unico luogo dove in quel momento chi scrive può sentirsi a casa, le percezioni sono forti, improvvise, il paesaggio, gli incontri, i dettagli, tutto prende forma di visione. Una rinascita, il dono di una inaspettata energia per riprendere lentamente a vivere e a scrivere. Nell’attesa che i ricordi mutino in preghiera prendono corpo figure salvifiche, tra cui quella dell’angelo, e infine si fa strada una poesia religiosa nel senso etimologico più ampio...

EAN

9788873265481

Data pubblicazione

2021 08 02

Lingua

ita

Pagine

106

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

205

Larghezza (mm)

145

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