Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
«A me piace la parola oltre. Oltre è una cosa che non si vede, ma che percepisci. Oltre le cose, oltre le paure, oltre gli incubi, oltre quelle barriere che ognuno di noi crea per non far vedere quanto in realtà possiamo essere fragili. Oltre le mani e i corpi, oltre le apparenze, oltre le cose che diciamo, ci sono le cose che siamo, quello che non diciamo, quello che non mostriamo, ci sono i nostri mostri, il nostro buio, il nostro fuoco, oltre quello specchio c’è chi in realtà siamo».
Dentro trovi soprattutto paura, soprannaturale e angoscia crescente.
Può funzionare bene per chi ama i brividi e lettori horror, con un tono teso e inquietante.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.