Se ne parla pochissimo, eppure il fenomeno dell'accaparramento di terra (land grabbing) e della conseguente appropriazione delle risorse sottostanti (soprattutto idriche) nei paesi in via di sviluppo da parte di investitori rappresenta uno dei maggiori business a livello globale, con esiti negativi e allarmanti per le popolazioni locali (come emigrazione forzata, scarsità di cibo e acqua, ingerenza di Stati esteri). Quali le cause e quali gli effetti, ipotizzabili, nei prossimi decenni? Quali le logiche che ispirano il fenomeno, e quali i rischi connessi ad aree come quelle africane, principali destinatarie delle attenzioni degli investitori? Quali gli atteggiamenti e, spesso, le "miopie interessate" delle leadership dei grandi paesi importatori e investitori? Quali gli impatti in regioni devastate da guerre, conflitti etnici e terrorismo, spesso vessate da cicliche carestie e insufficienza alimentare per le popolazioni indigene? A tali domande risponde la prima organica ricerca italiana che raccoglie i pochi dati ufficiali esistenti, che rendono evidente un quadro su cui le autorità nazionali e le agenzie internazionali non possono più tacere.
EAN
9788873818557
Data pubblicazione
2016 05 30
Lingua
ita
Pagine
160
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
207
Larghezza (mm)
137
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
210
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