Il paesaggio è un'invenzione del pensiero occidentale moderno. In altri termini, sia il concetto sia il genere pittorico indicati con questo termine non sono sempre esistiti, ovvero: la comprensione del paesaggio, di cui oggi tanto si discute, passa attraverso la comprensione e l'analisi della sua modernità. Contro l'idea, cara agli antichi come ai moderni, che il paesaggio sia una rappresentazione ingenua, priva di contenuti e destinata a svolgere il ruolo di puro ornamento, questo libro recupera e fa propria la domanda sul senso dei quadri della natura. Ripercorre le loro origini tra XVI e XVII secolo interrogandosi sulle loro valenze. E mostra come, al di là della loro bellezza, i paesaggi dipinti da Tiziano, Poussin, Annibale Carracci, Goffredo Wals, Paul Bril si collochino al centro di un profondo rinnovamento del sapere. Un rinnovamento che, se da un lato promuove una concezione laica dell'arte iscrivendo il discorso sulle immagini nell'orizzonte dell'estetica, dall'altro trasforma la contemplazione del mondo nella contemplazione della sua immagine, secondo una logica che pone la nascita del paesaggio in stretto rapporto con quella del moderno discorso cartografico stesso.
EAN
9788873956884
Data pubblicazione
2012 01 16
Lingua
ita
Pagine
248
Tipologia
Libro
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La natura in cornice. Il paesaggio e la sua invenzione tra XVI e XVII secolo—