Questo libro si chiude sul crollo dell'Urss e la fine del Pci. Da allora sono trascorsi più di vent'anni. Chi e come si pone la questione della trasformazione in Occidente? A quali idee e a quali soggettività e forme politiche è affidata? Dopo l'Ottantanove il tema della sconfitta è diventato quasi un motivo di cronaca. Al contrario quella sconfitta ha lasciato aperta tutta una serie di domande che non possono essere disattese. Chiede di praticare altre strade, consapevoli della crisi dei linguaggi, del venir meno di una visione lineare dei soggetti e degli eventi. In me è venuta crescendo la coscienza del contraddittorio, perfino drammatico, intrecciarsi delle soggettività individuali con le organizzazioni collettive. Come ricondurre a unità plausibile, la molteplicità? Come congiungere le ricchezze di multiformi percorsi? lo so forse raccontare l'accaduto, ma non so inoltrarmi o indicare un nuovo sentiero. Pensare le cose impossibili" è già delineare un percorso, poggiare un primo passo su un sentiero forse non interrotto? Nell'affidare queste pagine al lettore me lo auguro." (Pietro Ingrao, 25 aprile 2011)
EAN
9788874247790
Data pubblicazione
2011 05 19
Lingua
ita
Pagine
241
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
283
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Le cose impossibili. Un'autobiografia raccontata e discussa con Nicola Tranfaglia—