In un Paese che ha provato sulla sua pelle quanto sia funesto il tintinnio di monetine e che ha pagato un pesante tributo di lacrime e sangue al giustizialismo a senso unico della Prima Repubblica, Luigi Lusi non sarebbe dovuto finire in un'inchiesta tanto abnorme e impresentabile. Ma questa è l'Italia che si dibatte nella crisi, ulula di furore e reclama a buon diritto che l'untore venga tratto in catene fuori dal Senato, chiuso in galera a doppia mandata, possibilmente gettando via le chiavi. La solerte procura, infatti, dopo qualche indugio chiede l'arresto. Ma se il lieto fine carcerario fosse l'unico epilogo possibile di questa storia, basterebbero i giornali a raccontarla. Invece c'è molto di più: ci vuole un libro per narrare vicende così complesse e cariche di significati e retroscena. Il caso Lusi fa paura a molta gente, specie della sua area politica, e la paura, si sa, è un grande motore del potere. I magistrati lo hanno maneggiato come una bomba a orologeria, lavorando come artificieri di razza per non farla deflagrare: le loro decisioni, le scelte della Giunta delle immunità, le successive decisioni del parlamento sembrano un gioco di specchi, in cui nulla è mai ciò che sembra.
EAN
9788874249756
Data pubblicazione
2012 07 26
Lingua
ita
Pagine
185
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
140
Larghezza (mm)
210
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
100
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