«Esitazione prolungata tra suono e senso»: così teorizzava Valéry a proposito del suo stesso poetare. La poesia di Bonchino mostra però chiaramente i motivi del proprio librarsi tra suono e senso, costituendosi oggetto originalissimo e affascinante, pur con questi due fondamentali ingredienti: fonicità riccamente semantica e spessore conoscitivo. Il suono è orchestrato in sistema di timbri, di metri e ipermetri, di silenzi e sequenze copiose, di sintagmi che già volano nel cielo poetico europeo e di altri del tutto nuovi: così il suono è suggestione di significati, di ondate continue di significati, per l’intero percorso di questo mirabile libro. Il senso è conoscenza: già nel sorgere dagli occhi e, più, dalla coscienza di Bonchino, così risentita di presenza etiche e religiose. Il senso è anche indicazione di direzioni, come vuole il suo etymon, frecce profonde verso ogni punto cardinale dell’esserci. Ed inoltre è significato, ancora e soprattutto significato. Infine, perché no, è facoltà attiva e passiva di percepire il fuori e il dentro, con privilegio per una disposizione che, meglio della ragione discorsiva, registra tenerezze di eros. Con un saggio introduttivo di Emerico Giachery.
EAN
9788874481675
Data pubblicazione
1986 04 01
Lingua
ita
Pagine
94
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
200
Larghezza (mm)
120
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