L'articolo 416 bis definisce il "concorso esterno in associazione di stampo mafioso" e si applica a chi, pur non essendo affiliato all'organizzazione criminale, ne favorisce consapevolmente l'attività. E in questa accusa che incappa il protagonista, in seguito a una serie di avvenimenti più o meno casuali, un piccolo incidente, un invito a cena, un'amica svagata, una lezione universitaria. Questi i "fatti" che, secondo l'interpretazione dell'accusa, portano il protagonista da una fase all'altra del processo penale con la velocità con cui il ragno tesse la sua tela e vi cattura la mosca. Una "novella esemplare", dura, precisa, inesorabile, che è anche un esperimento di "fast-reading" (scrittura essenziale, niente punteggiatura, periodi brevi) ancorato ai tempi e ai modi del processo penale. L'autore è un giudice, che conosce bene questa materia e racconta un episodio giudiziario, tra realtà e apologo, tenendoci con il fiato sospeso fin dall'inizio: "Volevo invitarlo a cena" alla fine: "In nome del popolo italiano".
EAN
9788874521005
Data pubblicazione
2006 10 19
Lingua
ita
Pagine
84
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
203
Larghezza (mm)
143
Spessore (mm)
8
Peso (gr)
118
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