Questo bel poemetto è l'incontro fra la sensibilità d'un uomo - Fernando Pessoa - la cui preoccupazione "è capire com'è che esista altra gente", com'è che vivano anime che non siano la sua e coscienze e discernimenti esterni alla propria pronuncia, e la sensibilità di un altro uomo - Mario D'Angelo - che sa i limiti del pensiero e che tenta di rimettere a punto, "sull'orlo dell'abisso", il senso in cui si compiono gli orizzonti, le rotondità che assottigliano le attese, gli amori che trasmettono ogni "altro" di noi stessi: le identità di ieri, di oggi e di domani. Mario D'Angelo ripercorre, così, con l'immaginario di Pessoa, le trame in cui l'Occidente ha saputo costruire le proprie trasparenze e i propri assopimenti e riesce ad addentrarsi nell'officina del tempo, nelle ragioni che furono materia di alterità e di aneliti e nello "spettro del possibile" e del "canto teso", fin dove "l'ultima / carezza turba la mente" e dove "l'acqua riflette / il volo opaco delle foglie morte". Ciò consente a D'Angelo di confrontarsi con le figure che agirono dentro la persona e la psicologia di Pessoa, cioè con gli eteronimi o "compagni di spirito"...
EAN
9788874755134
Data pubblicazione
2016 01 01
Lingua
ita
Pagine
48
Tipologia
Libro
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