Il presente volume si occupa del rapporto dialettico realizzatosi in Italia, nei secoli, tra "letteratura colta" e "letteratura popolare", e, specificatamente, della configurazione originale che quest'ultima ha assunto. Antonio Catalfamo si sofferma su alcuni casi emblematici: da "Cielo d'Alcamo", riguardo al quale viene analizzata l'ipotesi di una sua appartenenza o meno alla Scuola poetica siciliana, qui vista dallo studioso nella sua multiformità, con la valorizzazione della produzione in versi dello stesso imperatore Federico II, al caso singolare di Antonio Cammelli, detto il Pistoia, che, pur essendo legato da dura catena all'ambiente della corte, ne denuncia i vizi e si fa portavoce del malessere popolare; dal teatro di Ruzzante, che rappresenta con spirito di viva partecipazione la miseria del mondo contadino "pavano", ai romanzi di Emilio Salgari, che, in alternativa agli scrittori per l'infanzia di fine Ottocento (Collodi, De Amicis), non trasmette al popolo i valori della borghesia post-risorgimentale, ma un autentico spirito anticoloniale.
EAN
9788874977888
Data pubblicazione
2012 01 01
Lingua
ita
Pagine
200
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
200
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Letteratura e cultura dei ceti subalterni in Italia—