In una lettera del 1962, Gaddis scriveva a un amico che la sua "ossessione per la nostra società sempre più controllata e la crescente meccanizzazione delle arti" avrebbe potuto sfociare in una nuova opera: è "L'agonia dell'agape", un'impresa che accompagnerà lo scrittore per tutta la vita e che sarà pubblicata solo dopo la sua morte. La storia è quella di uno scrittore ormai anziano, alter ego di Gaddis stesso, che giace in un letto d'ospedale circondato dagli appunti di una vita, e tormentato dal bisogno di "spiegare tutto... riordinare e sistemare prima che tutto crolli". Nel caos che domina la nostra epoca la tecnologia ha trasformato l'arte in passivo intrattenimento: quando, come, perché siamo arrivati a questo? Che cosa abbiamo perduto? Dov'è finita "l'accanita autenticità" che informava il rapporto tra lo scrittore e il lettore? È così che il protagonista si lancia in un travolgente monologo che condensa i temi presenti in tutte le opere di Gaddis: il denaro, l'artista come falsario, e soprattutto la sua idea di agape: lo spirito del valore partecipativo e comunitario, condizione necessaria all'atto creativo che può avvenire solo tra spiriti "affini".
EAN
9788875202088
Data pubblicazione
2011 01 01
Lingua
ita
Pagine
144
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
140
Larghezza (mm)
210
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
212
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