Una storia da seguire con facilità
Jacques Rigaut si suicidò nel 1929 all’età di trent’anni. Per il protagonista di "Fuoco fatuo" la vita non aveva altro scopo che l’affermazione di un gesto assoluto, che trovava nel suicidio la sua forma più pura e coerente. Dandy per vocazione e dadaista per necessità, Rigaut scolpì la propria identità in un’esistenza votata al «fango» e in una scrittura frammentaria consacrata alla «morte». Questo volume rappresenta il tradimento della vita-suicidio di Rigaut, includendo testi pubblicati in vita, bozze inedite, riflessioni sparse e testimonianze epistolari.
Jacques Rigaut si suicidò nel 1929 all’età di trent’anni. Per il protagonista di "Fuoco fatuo" la vita non aveva altro scopo che l’affermazione di un gesto assoluto, che trovava nel suicidio la sua forma più pura e coerente. Dandy per vocazione e dadaista per necessità, Rigaut scolpì la propria identità in un’esistenza votata al «fango» e in una scrittura frammentaria consacrata alla «morte». Questo volume rappresenta il tradimento della vita-suicidio di Rigaut, includendo testi pubblicati in vita, bozze inedite, riflessioni sparse e testimonianze epistolari.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
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