Nella classicità la formazione era una pratica filosofica, con evidente funzione educativa, per la quale il dominio della ragione sul corpo costituiva il compito di civilizzazione dell'uomo. E l'educazione si declinava nell'esercizio di una volontà di controllo che si precisava nella realizzazione di un difficile equilibrio tra ragione e istinto. Dalla coincidenza della ragione con l'intelletto e con la mente il Medioevo fece discendere il principio dualistico che sancisce l'indipendenza, nella unione, della coscienza e dell'anima dalla corporeità. Ma dopo la primavera del sogno umanistico-rinascimentale, la modernità occidentale viene segnata dalla separazione cartesiana tra sostanza pensante e sostanza estesa. Con un abile colpo di spugna, Cartesio attribuisce alla scienza il compito di trattare il corpo come "cosa tra le cose del mondo"; ma perde l'uomo. La rottura più rilevante è nell'idea stessa di educazione del corpo. Quest'ultimo diviene il campo di un progressivo investimento di pratiche basate sul principio del suo addestramento, espellendo elementi educativi riconducibili alla volontà del soggetto. Di tutto ciò se ne appropria il nascente Stato moderno.
EAN
9788875432287
Data pubblicazione
2009 09 01
Lingua
ita
Pagine
704
Tipologia
Libro in brossura
Peso (gr)
1230
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Genealogia della formazione. I dispositivi pedagogici della modernità. Vol. 2—