Quando si parla dello Stato come garante e oppositore della libertà, viene sollevato un tema classico delle scienze politiche e del diritto pubblico. La causa che è all'origine dell'ordinamento sociale è la guerra civile, in cui ognuno lotta contro tutti e gli individui si distruggono reciprocamente. Lo Stato sostituisce questa tendenza autodistruttiva della società con un accordo pacifico tra i cittadini. Si assume, così, e detiene da solo, il diritto di esercitare la forza, portando a compimento civiltà, famiglia, economia e legalità. La libertà, garantita in sicurezza dallo Stato, può condurre individualmente, attraverso i rischi a cui si è esposti nella vita, alla mancanza di sicurezza e di libertà. Perciò lo Stato si assume il compito di procurare, per quanto possibile, il minimo indispensabile per vivere, di garantire il diritto alla salute, una tutela in caso di disoccupazione, l'assistenza agli anziani, un'istruzione di base. Lo Stato di diritto civile diventa Stato sociale. Nell'impegno ad accompagnare l'esistenza umana e preservarla, si sviluppa uno Stato che vuole pianificare, organizzare e condurre il futuro del diritto comunitario e del singolo individuo in un sistema di tutela della pace, dell'esistenza, dei diritti umani, dell'ambiente.
EAN
9788875572679
Data pubblicazione
2012 06 04
Lingua
ita
Pagine
120
Tipologia
Libro in brossura
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