Un romanzo autobiografico quello di Renata Ameruso che contiene davvero l’amore per la professione dell’insegnamento. L’autrice, infatti, è un’insegnante da poco andata in pensione dopo quasi quarant’anni di onorata carriera iniziata a ventitré anni. La cosa più bella è la dedica di apertura al suo Preside preferito, cui lei si rivolge raccontando e scusandosi se in alcuni punti è stata un pochino irriverente o troppo sincera, ed elenca, quasi come fosse un album di vecchie foto, tutti gli anni della sua vita e tutti i presidi che ne hanno fatto parte. Quelli più tecnici, quelli più severi, quelli impossibili e quelli troppo permissivi, quelli strani e quelli che non si facevano rispettare, ma ciò che traspare è un’ilarità globale del testo, quando si definisce essa stessa missionaria, cosa che mai avrebbe pensato di diventare nella vita. L’autrice è cresciuta coi presidi e tra i ragazzi, tra le loro storie, le liti, le discussioni, le difficoltà coi colleghi e i momenti sereni con alcuni di loro e termina dedicando ai suoi ragazzi, che sono stati la sua vita e i cui volti, caratteri e sentimenti la accompagneranno per sempre. Nelle ultime righe del suo romanzo dice loro che le mancano molto.
EAN
9788875577612
Data pubblicazione
2024 04 18
Lingua
ita
Pagine
122
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
130
Spessore (mm)
11
Peso (gr)
150
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