Tsai Ming-liang, una delle figure di punta del Nuovo Cinema di Taiwan, esordisce nei primi anni Novanta. Il suo è uno stile radicale che porta lo spettatore a cogliere immediatamente il tocco della sua regia: un lento susseguirsi di inquadrature statiche ed indulgenti, come fossero tante pitture in sequenza. Ming-liang, porta avanti una visione di cinema anti-spettacolare lontana mille miglia dal richiamo mainstream, dove il valore cultuale del cinema, come forma di spettacolo e intrattenimento, viene sostituito dalla costante osservazione della banale decadenza del quotidiano. A Ming-liang interessa sbirciare nelle pieghe della misera quotidianità, imponendo ad ogni fotogramma la straziante inerzia dell’attesa di un cambiamento. Snida la più infinitesimale e apparentemente insignificante porzione di sguardo, creando una nuova visione di cinema che prosegue su una doppia traiettoria. La sua visione personale sul mondo e sull’umanità, e la visione che dovrebbe tenere lo spettatore posto davanti a un suo film, cambiando completamente approccio di lettura nei riguardi dell’oggetto filmico. Contributi di Barbara Rossi, Barbara Grassi, Francesco Saverio Marzaduri, Juri Saitta.
EAN
9788875884116
Data pubblicazione
2024 09 24
Lingua
ita
Pagine
168
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
14
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Solitudini urbane. Viaggio sentimentale e spettrale nel cinema di Tsai Ming-liang—