Il tema dell’irrimediabile corruzione della natura umana è stato il principale stroma di sostegno per tutte le posizioni teoriche prevenute rispetto alla prospettiva del comunismo, alla ricerca di facili elementi di antitesi: essendo consustanziali all’uomo il peso corruttivo del peccato originale e la fragilità rispetto alle passioni tristi dell’ego e del possesso, non sarebbe lecito ipotizzare alcuna via d’uscita possibile. Il comunismo otto-novecentesco ha accettato questo luogo comune senza reticenze, facendo leva non sulla natura umana, ma su speranze di progresso nella storia o nella conoscenza scientifica. Preve propone un’inversione radicale nella strategia filosofica del comunismo: il fulcro della questione è antropologico, non economico-politico e la dinamica del modo di produzione resta elemento subordinato rispetto alla natura umana, che comunque ne è la matrice essenziale. È dunque indagata la nozione di natura umana in Marx e nel marxismo; e si analizzano il rapporto fra comunismo e filosofia occidentale, la dialettica storica della dissoluzione della figura del «compagno», proponendo una concezione del comunismo come comunità di individualità dotate di pari libertà.
EAN
9788875884680
Data pubblicazione
2025 04 30
Lingua
ita
Pagine
304
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
Spessore (mm)
22
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