Una lettura da vivere pagina dopo pagina
La poesia di Livia Bidoli nasce dal desiderio di afferrare la vita a piene mani, lasciando che la pelle bruci al sole, che gli occhi si accechino di luce, che le mani affondino nella terra umida e il sorriso sia battuto dal vento. Le parole vogliono stare a guardia dell'esistenza che nasce, assumerne la forma, mimetizzarsi con ciò che è (e forse sarà) senza mai la tentazione di dare spiegazioni, ma sempre e solo partecipando di quell'esistenza, facendosene in qualche modo matrice. (dalla prefazione di Paola Gaglianone).
La poesia di Livia Bidoli nasce dal desiderio di afferrare la vita a piene mani, lasciando che la pelle bruci al sole, che gli occhi si accechino di luce, che le mani affondino nella terra umida e il sorriso sia battuto dal vento. Le parole vogliono stare a guardia dell'esistenza che nasce, assumerne la forma, mimetizzarsi con ciò che è (e forse sarà) senza mai la tentazione di dare spiegazioni, ma sempre e solo partecipando di quell'esistenza, facendosene in qualche modo matrice. (dalla prefazione di Paola Gaglianone).
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
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