L'opera si propone di indagare il rapporto che lega Francesco Petrarca al suo più grande predecessore: Dante. Il tutto prendendo in considerazione un aspetto per lo più trascurato dagli studiosi: il rapporto tra i "Rerum vulgarium fragmenta" e la "Vita Nuova". Dopo una trattazione introduttiva che permette di centrare il tema d'indagine, partendo dal peso centrale dello stilnovismo dantesco e dei passi teorici della "Vita Nuova" che ne costituiscono il fondamento, la dissertazione si apre con un'analisi dell'ipotesto di "Donne ch'avete" e della prosa che la circonda in virtù della loro doppia funzione di manifesto poetologico e di prima esemplare messa in atto del nuovo stile. Nel terzo capitolo l'autrice si sofferma sui singoli componimenti dei "Rerum vulgarium fragmenta", alla vicenda amorosa che trova il suo epilogo nella morte della donna, tema centrale del quarto capitolo. Il dolore per la perdita dell'amata, Laura e Beatrice, non sancisce però la fine dell'attività poetica, proprium esclusivo delle due opere a confronto; all'analisi degli esiti letterari dei "Rerum vulgarium fragmenta" e della "Vita Nuova" è dedicato il quinto capitolo con cui il volume si chiude.
EAN
9788876674471
Data pubblicazione
2013 07 03
Lingua
ita
Pagine
297
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
230
Larghezza (mm)
160
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«Il nodo che... me ritenne». Riflessi intertestuali della «Vita nuova» di Dante nei «Rerum vulgarium fragmenta» di Petrarca—