Le "Favuli morali" furono davvero l'ultima opera di Giovanni Meli? A testimoniarlo ci sarebbe l'ultima edizione delle Opere curate dallo stesso autore nel 1814 tra le quali esse videro per la prima volte la luce, ma la tradizione manoscritta sembrerebbe testimoniare una diversa, più complessa e tormentata costruzione del testo. L'edizione curata da Salvatore Zarcone ricostruisce questo percorso attraverso le varianti dei numerosi testimoni rimastici, certamente più numerosi delle altre opere dello scrittore palermitano, che documentano il lungo e complesso lavoro di elaborazione soprattutto dal punto di vista linguistico e della costruzione del discorso favolistico meliano. Meli fu di certo maestro in questo genere e forse, per riprendere almeno il giudizio di Francesco de Sanctis, il migliore dei nostri favolisti del Settecento, ma insieme è da sottolineare, oltre al volere e al significato poetico già abbondantemente documentato dalla tradizione, l'interesse sociale che sta alla base di queste composizioni. Le sopraffazioni, le ingiustizie, le iniquità, le azioni ingiuste e vili trovano ampia rappresentazione in un mondo in cui sono sempre i deboli a pagare, sempre gli umili a soccombere e spesso gli animali di Meli velano appena appena personaggi e situazioni reali della società coeva, fanno capo ad avvenimenti e situazioni ampiamente riconoscibili e individuabili nell'ancora duramente feudale società siciliana.
EAN
9788876764875
Data pubblicazione
2014 02 12
Lingua
ita
Pagine
458
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
200
Larghezza (mm)
140
Come si presenta questo libro
Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Qui conta soprattutto il piacere del racconto: personaggi, atmosfera e sviluppo della storia restano il centro dell’esperienza di lettura.
Cosa trovi dentro
Dentro trovi soprattutto supporto allo studio, studiare con guida e fare insieme.
Perché può piacerti
, con un tono facile e tecnico e un approccio accessibile.
Ideale per
Ideale per chi cerca una buona storia
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.