Il mio primo approccio con la scrittura del dialetto siciliano fu segnato dallo smarrimento, quando mi resi conto che la grafia di questo linguaggio presentava delle difficoltà che, da parlante, non avevo mai percepito. La lettura di autori come Meli, Martoglio, Buttitta e di altri poeti dialettali contemporanei non mi aiutò a chiarire i dubbi, anzi rafforzò la mia convinzione che nel campo della scrittura dialettale regnava l'arbitrarietà più totale. I testi a cui allora mi rivolgevo per saperne di più erano il vocabolario di Mortillaro, la grammatica di Giuseppe Pitrè e quella di Salvatore Camilleri; testi datati e insufficienti a farmi capire come scrivere il dialetto siciliano nel XXI secolo. E stato Giovanni Ruffino, docente di Linguistica Italiana presso l'Università di Palermo, a consigliarmi testi più idonei e aggiornati. Oggi, avendo superato molti dei miei dubbi, sento l'esigenza di condividere gli esiti del mio studio con coloro che amano scrivere in dialetto siciliano. Prima di affrontare le questioni ortografiche, vorrei però rispondere a un quesito che mi viene rivolto quando parlo di questi argomenti: oggi, nell'era della tecnologia dell'informatica, a che serve conoscere il dialetto siciliano? Il libro risponde proprio a questa domanda.
EAN
9788876766039
Data pubblicazione
2014 11 30
Lingua
ita
Pagine
94
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
190
Larghezza (mm)
130
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