Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Oreste del Buono ha chiamato questa raccolta Il cinquecento delitti perché "per Scerbanenco anche un amore unilaterale poteva essere un delitto, come anche un delitto poteva essere testimonianza della sincerità di una passione". Dichiara che mettere ordine nella sterminata produzione di racconti dell'autore, gli dà "la soddisfazione e l'orgoglio di ricostruire un'opera di straordinaria varietà e irresistibile suggetione, di provare a stabilire i confini di una creatività interrotta solo dalla morte del creatore, di far conoscenza con un popolo di personaggi di cui Giorgio Scerbanenco stesso fa parte come protagonista a pieno diritto".
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