Una storia da seguire con facilità
C'era una volta la prima donna: svalutata, sfruttata, demonizzata. Poi è venuta la seconda: l'icona, l'ideale di virtù, la Beatrice. Ventunesimo secolo: è l'era della terza donna. Racchiude in sé le due precedenti, ma le supera in una nuova accezione: quella di donna indefinita. Un termine da non intendere in senso negativo, ma come il fondamento dell'autodeterminazione. L'autrice si muove sul terreno minato della condizione femminile, scatenando esplosioni e sovvertimenti. Controcorrente, il suo è un percorso volto a sottolineare la parità dei sessi, ma anche la loro diversità intrinseca.
Dentro trovi soprattutto paura, soprannaturale e angoscia crescente.
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