Una lettura da vivere pagina dopo pagina
Nutrito di saggio e poesia, un romanzo punteggiato di citazioni cinematografiche, in cui le gag dei fratelli Marx, compreso Karl, ci costringono a riflettere - non molto diversamente da Robinson davanti ai suoi centoventi baccalà - sui dilemmi della condizione umana, sul concetto di rivoluzione e sulle paure dei vinti, vere e segrete forze propulsive della storia. E, come sempre dalla parte dei vinti, Vazquez Montalban azzarda una diagnosi di quelli che saranno i nostri destini in un mondo globalizzato e "subnormale".
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