27 novembre 1967: un gruppo di studenti si barrica nell'aula magna di Giurisprudenza, a palazzo Campana, sede delle facoltà umanistiche. Protestano contro un'università elitaria e baronale, contro una società che esclude ampi strati della popolazione dal diritto a studi superiori, ma discutono anche di "condizione operaia nella città del benessere". E la scintilla che innesca il '68 italiano. Sei mesi prima del Maggio francese. Come si è arrivati a quell'atto di ribellione destinato a mutare in maniera irreversibile i fondamenti della società italiana? E perché proprio a Torino? Gian Vittorio Avondo ricostruisce il contesto storico di una città che in tutto il Novecento ha conosciuto una forte continuità di proteste operaie, anche sotto l'occupazione tedesca, fino agli scontri di piazza Statuto del 1962. Il libro narra la cronaca del '68 torinese e analizza le peculiarità di un movimento che vedrà uniti studenti e operai, per tutto l'anno seguente protagonisti nelle vie e nelle piazze della "città-fabbrica". Un anno di manifestazioni, picchetti e cortei, raccontati attraverso i documenti dell'epoca e le ricostruzioni dei protagonisti. E poi l'eredità del movimento: l'"autunno caldo" e la galassia dei gruppi della sinistra extraparlamentare, le grandi battaglie civili che hanno modernizzato il Paese, le avvisaglie degli anni di piombo. Con uno straordinario apparato iconografico, in parte inedito, proveniente da archivi cittadini pubblici e privati.
EAN
9788877073693
Data pubblicazione
2018 03 01
Lingua
ita
Pagine
167
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
144
Larghezza (mm)
216
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
277
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