Il genio. Storia di una idea estetica

Editore: Aesthetica

Diciamo genio e subito scatta una serie di associazioni inevitabili: genio e sregolatezza, genio e malattia, genio e follia. Diciamo genio e pensiamo alla pazzia di Lucrezio, all'infanzia prodigiosa di Mozart, all'orecchio tagliato di Van Gogh, agli eccessi di Carmelo Bene. È sorprendente quanto ancora l'immagine corrente dell'artista sia percepita sotto le spoglie tradizionali del genio, ma questa immagine non è che l'esito di una storia bimillenaria, che questo libro, curato da Luigi Russo, affronta per la prima volta in tutta la sua complessità. "Genio" infatti è una delle grandi categorie con le quali l'estetica occidentale ha cercato di pensare il fenomeno artistico sforzandosi di svelare il mistero della creazione dell'opera d'arte. E se il concetto è sorto lentamente, attraverso il Cinquecento e il Seicento fino a diventare nel Settecento uno dei termini chiave dell'estetica moderna, il problema della creazione artistica, del rapporto tra ispirazione e tecnica, è presente fin dagli albori della riflessione filosofica sull'arte. Così - dall'antichità al contemporaneo - alcuni tra i migliori specialisti italiani dipanano qui una vicenda ricca d'implicazioni teoriche e di svolte culturali impegnative: Giovanni Lombardo tratteggia la figura del poeta e dell'artista in Grecia e in Roma, dall'invasamento poetico in Platone ai precorrimenti dell'anonimo del Sublime; Elisabetta Di Stefano interroga le poetiche e i trattati d'arte dal Trecento al Cinquecento; Salvatore Tedesco ricostruisce l'intreccio che lega il genio all'ingegno, dall'Italia e la Spagna del Rinascimento alla Germania dell'Illuminismo; Elio Franzini e Giuseppe Sertoli analizzano il secolo per eccellenza del genio, il Settecento, in Francia e Inghilterra; Paolo D'Angelo s'interroga sull'apoteosi romantica del genio, sulle sue deformazioni positivistiche e sul progressivo interdetto che lo ha colpito nel corso del Novecento. Perché questa, alla fine, è la domanda che il genio ci pone. Mentre esso è ancora così presente nell'immaginario collettivo, la teoria delle arti e l'estetica lo hanno guardato con crescente diffidenza, fino a eliminarlo completamente dal loro lessico. Però questo non fa che rendere più acuto il problema per rispondere al quale questo libro si rivela indispensabile: in che misura l'arte è ancora, per noi, il prodotto di uno stato di eccezione?

EAN

9788877260772

Data pubblicazione

2008 09 08

Lingua

ita

Pagine

220

Tipologia

Libro in brossura

Altezza (mm)

221

Larghezza (mm)

146

Spessore (mm)

18

Peso (gr)

360

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