Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Ricco e affermato pittore parigino, Claude Zoret ha un complesso e tormentato rapporto con il modello e figlio adottivo, Mikael, che da lui si allontana per amore di una donna. Nonostante il giovane giunga a rubare al Maestro per mantenere l'amica, il pittore non riesce a rompere con il suo protetto, fonte della grande passione che alimenta la sua arte, e la sua stessa vita. Scritto nel 1904, e per la prima volta proposto in italiano, Mikael può accostarsi a testi inerenti le "vite d'artista", da Dorian Gray a Tonio Kroger e Stephen Dedalus. Dreyer ne trasse un film nel 1927.
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