Indizi, ritmo e tensione narrativa
Niente è più imbarazzante di una lettera d'amore scritta da un grande uomo, da una grande donna: i lamenti di Napoleone, i pigolii di Enrico VIII, gli ansimi di Lytton Strachey, le balordaggini di Liszt, le lacrime di Dora Carrington, i cedimenti dell'inflessibile rivoluzionaria Rosa Luxemburg. Niente è più caduco di una lettera d'amore, niente in fondo è più inutile: eppure chiunque abbia amato, o immaginato di amare, non ha avuto dubbi ad affidarsi alle parole. (dalla prefazione di Natalia Aspesi)
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