Un elogio della golosità in questi tempi di crisi, di richiami forzati alla sobrietà e alla moderazione, addirittura alla "povertà felice"? Sembra essere una pretesa politicamente scorretta. Ma la golosità che l'autore esalta non è necessariamente l'eccesso o il lusso nella ricerca di cibi raffinati, è piuttosto la celebrazione di un'intima e gioiosa comunione con la vita. Inoltre il cibo è cultura e le cucine straniere, in quanto ambasciatrici di cultura, favoriscono il dialogo tra i popoli. Se la fame è in stretto contatto con la vita perché è il bisogno di mangiare, se l'appetito è la gioia di mangiare, la golosità è una forma di piacere. Grégoire Polet chiarisce il rapporto che lega la golosità alla vita facendo ricorso ai quadri di grandi pittori che hanno ritratto cene e banchetti o rappresentato la semplice azione del mangiare, soddisfatta con allegro piacere. Anche fra il cibo e la letteratura si creano analogie vertiginose: la golosità è una finzione poetica, un modo per difendersi dal mondo imperfetto, dalla tristezza della vita. La buona tavola è come l'arte: un mezzo per sfuggire al quaggiù e raggiungere l'altrove; una glorificazione della vita imparentata col desiderio.
EAN
9788877686374
Data pubblicazione
2013 06 05
Lingua
ita
Pagine
104
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
170
Larghezza (mm)
100
Peso (gr)
116
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