Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Ferruccio Costantini ha fissato il suo saggio sul reticolo d'una fitta documentazione. La sua scrittura, a tratti stesa in punta di penna, scorre via, trascina, fa riflettere, commuove come in un romanzo e fa toccare con mano la cruda realtà di una città invasa e saccheggiata. Accanto al racconto dei fatti d'arme vi è quello, toccante, dei profughi che riuscirono a guadagnare la riva destra del Piave e dei rimasti, entrambi legati dalla speranza e da un'attesa durante dodici lunghi mesi. Un omaggio a Udine, capitale della guerra, che rivede la luce in occasione dei centocinquant'anni dell'unità d'Italia.
Dentro trovi soprattutto storia di personaggi, relazioni e vita quotidiana.
Può funzionare bene per chi ama le storie di personaggi e lettori di narrativa contemporanea, con un tono narrativo e scorrevole.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.