Una storia da seguire con facilità
«Ognuno può perdonare ciò che gli compete perdonare. Possiamo dimenticare quanto merita di essere dimenticato, senza andar rovistando nei vecchi torti subiti. Possiamo tirare una riga sopra tutte le vecchie storie che ci logorano e delle quali, se siamo giovani o siamo vissuti in disparte, non siamo neppure più in grado di comprendere le cause. Possiamo attenerci alle parole: è vero unicamente ciò che è fecondo. Dobbiamo tornare a poter collaborare, in buona armonia» (Appello alla riconciliazione, di Marie Steiner, Natale 1942)
«Ognuno può perdonare ciò che gli compete perdonare. Possiamo dimenticare quanto merita di essere dimenticato, senza andar rovistando nei vecchi torti subiti. Possiamo tirare una riga sopra tutte le vecchie storie che ci logorano e delle quali, se siamo giovani o siamo vissuti in disparte, non siamo neppure più in grado di comprendere le cause. Possiamo attenerci alle parole: è vero unicamente ciò che è fecondo. Dobbiamo tornare a poter collaborare, in buona armonia» (Appello alla riconciliazione, di Marie Steiner, Natale 1942)
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
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