Nel Fedro di Platone l'anima è descritta usando l'immagine di un carro guidato da un auriga e tirato da due cavalli di cui uno riottoso e cattivo si ribella all'altro che vuole seguire le schiere degli dèi, supreme essenze ideali. Le anime che a differenza degli dèi non si congiungono sempre alle idee, rappresentano bene l'antinomia più volte richiamata in sede critica a proposito degli autori, Verga, De Roberto, Brancati, Tomasi di Lampedusa, Sciascia, fino ad alcuni contemporanei, di cui si occupano i saggi raccolti nel presente volume: tra luce e ombra, tra mito e storia, tra ragione e mistero, tra isolamento ed esibizione, tra lirismo memoriale e registrazione impersonale. Ma per ognuno di loro si mostra come i termini finiscano col coincidere nel segno della circolarità più che in quello dell'antinomia; così è possibile rinvenire in molti scrittori siciliani tracce evidenti di questa duplice e simultanea anima, del loro coerente trascorrere dal sentimento alla ragione, dall'istinto all'analisi, dalla fantasia alla verità, dal mito alla storia, dal mistero al reale.
EAN
9788877969774
Data pubblicazione
2012 01 01
Lingua
ita
Pagine
152
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
140
Larghezza (mm)
210
Peso (gr)
244
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I cavalli di Platone. Forme e scritture dei siciliani—