“Nell’ambito delle attività dirette alla conoscenza della storia siciliana e cittadina, fin dalle prime battute l’attenzione dell’Associazione si è concentrata su un quadro di grandi dimensioni che campeggia dentro la sala del Consiglio comunale. Un nostro associato, infatti, ci spiegava che quel quadro rappresentava la città di Messina “restituita” alla Spagna, nelle fattezze di una donna a terra, vilipesa e nuda. In pratica, un’offesa alla nostra dignità, presente in bella mostra all’interno della sala di rappresentanza per eccellenza! Se a ciò si aggiunge che l’opera è solo una riproduzione fotografica (l’originale si trova al Museo del Prado di Madrid), tra l’altro non di eccelsa qualità, posta in quel luogo solo dal 1994, la nostra domanda è sorta spontanea: perché non sostituire una crosta offensiva per la città di Messina con una delle tantissime opere d’arte conservate, ad esempio, negli scantinati del museo regionale di Messina? Quella che sembrava un’ovvia richiesta, che avrebbe dovuto essere immediatamente appoggiata e promossa dalle autorità cittadine, ha incontrato, inspiegabilmente, indifferenza e ostilità da parte delle stesse.”
EAN
9788878205123
Data pubblicazione
2019 09 01
Lingua
ita
Pagine
64
Tipologia
Libro rilegato
Altezza (mm)
240
Larghezza (mm)
170
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«Messina restituita alla Spagna». Analisi iconografica e simbolica della riproduzione nella Sala del Consiglio comunale di Messina—