Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Dopo sessant’anni dalla sua esperienza militare, Augusto Ortolan ripercorre i ricordi, le giornate, gli avvenimenti e i luoghi, riordinando le note scritte allora, alla sera, su una piccola agenda e con una semplice matita a due punte. “Devo dire che le mie memorie, le note sulla piccola agendina in particolare, le ho scritte nei luoghi più diversi e impensati: al chiuso e all’aperto, con il sole e con la pioggia, alla luce o al buio, dentro o fuori la tenda, ma sempre il più presto possibile perché volevo avere un ricordo preciso di come passavo le mie giornate.”
Dopo sessant’anni dalla sua esperienza militare, Augusto Ortolan ripercorre i ricordi, le giornate, gli avvenimenti e i luoghi, riordinando le note scritte allora, alla sera, su una piccola agenda e con una semplice matita a due punte. “Devo dire che le mie memorie, le note sulla piccola agendina in particolare, le ho scritte nei luoghi più diversi e impensati: al chiuso e all’aperto, con il sole e con la pioggia, alla luce o al buio, dentro o fuori la tenda, ma sempre il più presto possibile perché volevo avere un ricordo preciso di come passavo le mie giornate.”
, con un tono facile e un approccio facile.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.