Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
La poesia di Antonella Palermo ha uno strano sfarzo. Paiono cose messe lì, come frutti sulla tavola - forse quelli di Cezanne - o bicchieri, frasi utensili per i nostri dialoghi quotidiani con noi stessi e con gli altri. E però avvengono, in queste poesie, esplosioni remote di cui arrivano bagliori, echi e forse sì, anche lontane canzoni, e inni. Una ferialità luminosa. Non per questo pacificata o immobile. Anzi, la radiazione che investe la stanza quotidiana di questa poesia è fatale, o meglio: è sacra.[...] (dalla prefazione di Davide Rondoni)
La poesia di Antonella Palermo ha uno strano sfarzo. Paiono cose messe lì, come frutti sulla tavola - forse quelli di Cezanne - o bicchieri, frasi utensili per i nostri dialoghi quotidiani con noi stessi e con gli altri. E però avvengono, in queste poesie, esplosioni remote di cui arrivano bagliori, echi e forse sì, anche lontane canzoni, e inni. Una ferialità luminosa. Non per questo pacificata o immobile. Anzi, la radiazione che investe la stanza quotidiana di questa poesia è fatale, o meglio: è sacra.[...] (dalla prefazione di Davide Rondoni)
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.
È un titolo adatto a chi cerca soprattutto il piacere del racconto e vuole restare dentro una storia costruita con continuità.