Questo piccolo poema è attraversato da un sentimento ontologico rousseauniano di contrapposizione alla "civiltà", colpevole di attitudine nefasta alla menzogna e all'ipocrisia, dunque di critica più o meno velata al presente. Non ci sono riferimenti a città, persone, non un presidio di quotidianità: uomo e donna, unici attori in uno spazio privo di ogni contestualizzazione. Un'operazione, suppongo, di decostruzione storica dell'uomo sociale per giungere all'uomo naturale, ricostruendo genealogicamente la storia dell'umanità dalla sua origine. Notte e giorno coincidono con la paradossale felicità del non proiettarsi in nessun altro futuro, perché tutto è già stato. Tale condizione sembrerebbe evocare un'idea di uomo, come ricorda Pascal, privo di qualcosa che deve aver già posseduto. In un luogo che è un battito e uno splendore senza tempo, il dualismo maschio-femmina si trasforma, infine, in un solo essere totipotente, una creatura sensoriale di primavere incessanti, una stagione perenne che ripete il suo "canto purgatoriale" per far spazio a quel paradiso perduto (locus amoenus) che solo attraverso un abbandono assoluto è possibile ritrovare [...]
EAN
9788878488526
Data pubblicazione
2018 10 04
Lingua
ita
Tipologia
Libro in brossura
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