Un libro che invita a partecipare
Penso che il recupero di un immaginario erotico femminile, in poesia, non possa avvenire che fuori dai traumi sentimentali, dai giochi della vita e dai suoi trabocchetti, nella dimensione dell'essere più che del bene. E la mia misura non ha niente di morale e niente di tragico, non si rileva nella seriosità-adeguatezza di un discorso che pretenda di ridirne il senso (L.Irigarj) sta sia nei confronti dell'uomo, sia senza l'uomo. Rimane, infine, il tentativo umile di realizzare la profezia di Rimbaud, toccando la veste della poesia, fino a scioglierla.
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