Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Lo Stato è malato e la sua malattia è imputabile a sprechi e inefficienze, alla difficoltà di sostenere i costi di un'economia globalizzata. Ma la malattia più grave che forse oggi affligge il "welfare" è la sua perdita di legittimità, derivante dalla delegittimazione del suo nucleo utopico. L'impersonale burocratismo del "welfare" dissipa la solidarietà e corrode la convivenza collettiva. Tuttavia, si può fare a meno di uno strumento efficace per ridurre le ineguaglianze, per neutralizzare i conflitti, per controllare l'economia farla convivere con la democrazia? A questa domanda l'autore cerca di dare una risposta in queste pagine.
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