Questi sonetti in romanesco di Fabio Apolloni saltano a piè pari la grazia esile e sentenziosa di un Trilussa e di un Pascarella per rifarsi direttamente al Belli. Ma Apolloni, a differenza del suo immenso maestro, non intende erigere un monumento alla plebe di Roma. Si mette piuttosto una maschera plebea da puttaniere" del linguaggio, e con fare da dandy travestito, da arcade al contrario, da mitografo e biblista folle, riscrive la storia arcana del mondo come gli pare, con effetti di grandioso divertimento, di sorpresa e a tratti di vera liberatoria comicità. Vediamo Lot alle prese con i Sodomiti e Pilato con i Giudei, un memorabile Mosè che "tartaja", e un Pietro che tartaja un poco pure lui. E poi Penelope, Circe, Euridice, Pigmalione, Teseo, Arianna, il Minotauro, Pasifae, personaggi colti nelle loro debolezze più smaniose e grottesche. Una satira irriverente e barocca prende spesso di mira i papi e la Chiesa, e non vengono risparmiate le reliquie: la Sindone è un lenzuolo inzaccherato di barolo, di sugo di minestra e sanguinacci... " Giuseppe Conte
EAN
9788879288781
Data pubblicazione
2006 11 02
Lingua
ita
Pagine
115
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
188
Larghezza (mm)
118
Spessore (mm)
14
Peso (gr)
123
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