Undici racconti, undici punti di vista sulle Quattro Giornate di Napoli. Ne emerge, attraverso una lingua arcaica e modernissima al tempo stesso, con il plurilinguismo che è cifra stilistica propria di Enzo Moscato - e che lo ha imposto all'attenzione della critica e del pubblico, non soltanto italiani una vivida e vivace descrizione dell'inquieta Partenope. Per dirla con Moscato: "[...] un piccolo affresco, senza la solita separazione dicotomica, in bianco e nero, delle cose e le persone, con i Napoletani, puri e buoni, da una parte, e i Tedeschi, bruti e bestie, da quell'altra. Con i martiri e gli eroi, da un canto, e i vigliacchi e gli assassini, simmetricamente opposti a quelli". Il tutto nel "Tempo che fu di Scioscia": "[...] proverbialmente riferito a una figura, un personaggio antico, di cui tutti sentono dire, sentono parlare, ma che nessuno ha mai conosciuto o visto, concretamente, nella vita. Le gesta di Scioscia sono, di fatto, temporalmente come relegate dentro una distanza siderale. Come ammantate di un fiabesco, leggendario alone. Ma sono anche - e sempre di più, al giorno d'oggi - come circonfuse dalla malinconia di un progressivo, inarrestabile cader nell'oblio".
EAN
9788879376938
Data pubblicazione
2015 01 22
Lingua
ita
Pagine
93
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
179
Larghezza (mm)
108
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
135
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