Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Siamo a metà della trilogia: il cerchio si chiude in una Fermo accovacciata e solo apparentemente oziosa, intorno al ricreatorio S. Carlo. Ironica e graffiante, la mano dell'autore si appresta a chiudere il cerchio. Si definisce un "raccontastorie", tanto lontano da un viaggio se non da una meta; ma immerso come non mai in quella teatralità ad incastro di cui ha già dato prova nelle precedenti esperienze letterarie. È il racconto di un viaggio, fatto di notte, che non deve far paura. Anche se fa paura.
Dentro trovi soprattutto storia di personaggi, relazioni e vita quotidiana.
Può funzionare bene per chi ama le storie di personaggi e lettori di narrativa contemporanea, con un tono narrativo e scorrevole.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.