Per definirsi «monumentale», un albero deve avere almeno una delle seguenti caratteristiche: essere di ampie dimensioni, straordinariamente longevo, appartenere a una specie rara, possedere particolari requisiti storici e, infine, avere rilevanza paesaggistica o architettonica. La foggia, talvolta curiosa o singolare, l'importanza acquisita nelle tradizioni locali, l'attitudine a connotare un ampio contesto, la sua unicità rappresentano ulteriori elementi distintivi. A buon titolo, gli alberi monumentali devono, quindi, essere ammirati e protetti. Questa pubblicazione ne descrive quaranta che dimorano da alcune centinaia d'anni tra gli orizzonti e i paesaggi piemontesi, sparsi nella campagna, tra boschi e campi, in collina, tra le vigne, ai bordi di praterie alpine, a ridosso dei contrafforti appenninici, in riva a un lago o inseriti in un contesto urbano. Suggestionano per la loro doppia natura di creature telluriche, con radici saldamente innervate a decine di metri di profondità nella madre terra, e, al contempo, celesti, con ampie chiome protese verso il cielo. Impressiona la loro sfacciata bellezza e la facilità con cui rubano la scena a tutto ciò che sta loro intorno. Alimentano misteri e superstizioni, sono stati testimoni di intricate vicende e di trame segrete, hanno ispirano racconti e leggende mentre alla loro ombra si sono incrociati e sedimentati un numero infinito di destini. Prefazione di Tiziano Fratus.
EAN
9788880688327
Data pubblicazione
2018 01 25
Lingua
ita
Pagine
109
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
250
Larghezza (mm)
175
Spessore (mm)
10
Peso (gr)
430
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