La vita preesiste alla pagina, in questo libro, significativamente, ambiguamente, allusivamente titolato Vite tra tenute". I "tra tenuti", ma è meglio dire i trattenuti, si raccontano, e raccontano il carcere. Si passa, dunque, dalla letteratura sul carcere alla letteratura del carcere. C'è un guadagno di storia, di verità, di etica, di virile umanesimo, come può solo avvenire quando la testimonianza è diretta. ed è testimonianza collettiva su una comune condizione di vita carceraria. Descritta. ragionata e sollevata dalla sua incombente minaccia alla discruzione di ogni umanità attraverso una sovrana ironia, che desta l'urto tra le belle parole e la realtà infingarda. C'è il romanzo, c'è il saggio in questo libro multanime, scandito, capitolo dopo capitolo, dalla citazione di Uomini Illustri che illustrano il fallimento della cultura: nulla di ciò che essa ha predicato, è stato praticato. E c'è il ravvivamento della battaglia meridionalista contro l'orda cinica che assume il Mezzogiorno come pretesto ed alibi per tutte le ginnastiche destro-sinistra intese alla demolizione dello Stato di diritto. Un alito di pensiero puro emana da questo libro dal carcere, scritto in carcere, dai carcerati. E non è fuor d'opera dirlo. Poichè il carcere non è il luogo più sporco del mondo. Semmai, è il luogo in cui la società, fatta stato, scarica la sua immondizia."
EAN
9788881013098
Data pubblicazione
2006 05 01
Lingua
ita
Pagine
384
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
145
Larghezza (mm)
221
Spessore (mm)
42
Peso (gr)
548
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