Le tre vite di Maria d'Avalos. Biografie di Silvio e Ascanio Corona, Anatole France, Angelo Borzelli
Molto si è detto e scritto, nei secoli, a proposito di Maria d'Avalos e della sua persona: era bellissima, naturalmente, era la donna più bella di Napoli, tanto che chiunque la incrociasse se ne innamorava perdutamente ed era disposto a fare follie per lei; era capace di grandi passioni, come tutte le donne belle e perdute che popolano l'immaginario... Al momento della morte aveva trenta anni, sei in più di Carlo Gesualdo, che era il suo terzo marito: era infatti già due volte vedova, aveva una figlia adolescente e c'è chi dice che, forse, aveva avuto un ruolo e più di una responsabilità nella morte dei suoi consorti. Era insomma, o per lo meno così ci viene tramandata, un'anima irrequieta, tormentata, egoista e folle: portava, dentro quella sua bellezza, la furia che portano le grandi donne perdute della letteratura... Vivere appieno, per lei, significò a un certo punto darsi a Fabrizio Carafa, duca d'Andria, uomo giovane e, naturalmente, bello con cui Maria condivise un amore... fatto soprattutto di passione, di corpi; danno vita a una storia breve e furibonda, fatta di incontri clandestini, e Napoli tutta comincia a chiacchierare... Infine, queste voci arrivano a lui, a Carlo Gesualdo che si fa giustizia... Che cosa ci sia di vero, in tutto questo, non lo so. Che Maria era bellissima, certo; che amò Fabrizio e fu riamata; che gli amanti furono uccisi con brutalità da Carlo Gesualdo e i suoi servitori. Ma tutto il resto è o può essere frutto di quattro secoli di dicerie, di romanzi, di canzoni, di voci che passano di bocca in bocca e di epoca in epoca. La storia di quello che accadde realmente durante quella terribile notte tra il 16 e il 17 ottobre 1590 si perde in un mare di racconti, versioni, ripensamenti, fantasie. E così arrivo a questo prezioso libro, progettato e raccolto da Rosetta Maglione. Fin dal titolo, mi pare, conferma quanto ho appena detto: dice infatti che le vite di Maria d'Avalos furono (almeno) tre - e ognuna di queste vale come le altre, anche se, come accade per esempio nella versione di France, le cose riportate sono spesso inesatte. Non importa. Ciò che conta, è che la vita di Maria d'Avalos, la sua tragedia, abbia valicato la Storia e sia diventata patrimonio comune, si sia fatta voce, canto. Quando le genti sentono il bisogno di inventare qualcosa su di te, di costruire romanzi sulla tua vicenda personale: ecco un segno di immortalità, di grandezza. Rosetta Maglione, negli apparati e nelle parti che aprono e chiudono il volume, riporta le versioni ufficiali, gli atti del veloce processo contro l'assassino, i dati storici: mette insomma un po' d'ordine nelle cose. Ma il cuore di questo libro è la sua parte sbagliata, opinabile: le versioni della vita, anzi delle vite, e della morte, anzi delle morti, di Maria e di Fabrizio che nei secoli ci hanno regalato i Corona, un grande creatore di apocrifi come France e infine Borzelli. Lì non troverete i fatti per come sono andati, o non del tutto. Troverete il racconto, e il mito: la prova insomma che la vita di Maria, così come quelle di Carlo e di Fabrizio, sono un patrimonio inestinguibile del nostro essere italiani. Presentazione di Andrea Tarabbia.
EAN
9788881676323
Data pubblicazione
2023 02 08
Lingua
ita
Pagine
176
Tipologia
Libro
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
140
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