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Bassani non ha mai interrotto il rapporto con Ferrara, la sua città. Qui si analizza e racconta questo legame, derivando la poetica del romanziere dal suo ethos ebraico. La prospettiva è tuttavia nuova. L'autrice ricostruisce l'urbanistica di Ferrara dal punto di vista dei correligionari emarginati e perseguitati. La città diventa così il riflesso d'un ghetto metafisico e rivela sorprendenti affinità con la grande narrativa ebraica europea.
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