Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Un libro singolare, che trova un precedente nel capolavoro di Edgar Lee Master. Sessantuno epitaffi che apparentemente sono dedicati ad un amore, creduto sotterrato per sempre, ma che in realtà nascondono l'esigenza di raccontare la "resistenza degli sconfitti", l'amarezza per la vita e per i suoi personaggi. Ebrei, nevrotici, omosessuali, strozzini e una quantità di facce sfocate, comuni, incontrate per strada costituiscono l'umanità seppellita dall'autrice sulla collina della propria esistenza.
Un libro singolare, che trova un precedente nel capolavoro di Edgar Lee Master. Sessantuno epitaffi che apparentemente sono dedicati ad un amore, creduto sotterrato per sempre, ma che in realtà nascondono l'esigenza di raccontare la "resistenza degli sconfitti", l'amarezza per la vita e per i suoi personaggi. Ebrei, nevrotici, omosessuali, strozzini e una quantità di facce sfocate, comuni, incontrate per strada costituiscono l'umanità seppellita dall'autrice sulla collina della propria esistenza.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.
Funziona bene per chi vuole entrare in una storia senza attriti inutili, lasciando che siano personaggi, atmosfera e sviluppo a guidare la lettura.