Narrativa che punta sui personaggi e sul racconto
Una storia misteriosa e intrigante, percorsa da una malinconia stralunata, che in alcuni tratti si fa surreale. Non a caso, i capitoli prendono i nomi da altrettante opere di Salvador Dalì, pittore più volte citato nel corso del romanzo. Con una serie di registri stilistici che oscillano dal cupo al grottesco, dalla lingua poetica a quella parlata, la narrazione procede, in bilico tra lirismo e ironia, in un susseguirsi di fughe e disorientamenti, rievocazioni e false piste, brevi lampi d'intuizione e capovolgimenti a sorpresa. Fino all'inaspettato finale, nel quale Giulio si troverà faccia a faccia con la verità (e con se stesso).
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