«Filosofia e il corpo, oppure il corpus della filosofia? Il corpo è tutto. O quasi. E il quasi è ciò che resta dopo aver preso in considerazione il tutto. Pensiamo alla scena di un delitto. Il corpo è la prima evidenza del fatto commesso. Non si conosce nulla senza il corpo, né la vita né la morte... Al classico di Kantorowicz I due corpi del re sembra peraltro fare pendant l’altrettanto noto Crollo della mente bicamerale di Jaynes, che fa rivivere il dualismo cartesiano con un’interpretazione animistica della divisione del cervello in due emisferi. Anche nello studio fisico dei corpi persiste insomma un retaggio metafisico – in qualche caso persino alchemico: come per le Macchine anatomi che di Raimondo di Sangro. E alla fine della lettura, che nella sua intensità permette di incontrare autori come Artaud, Pasolini, Levi, Pastakas e molti altri, si ha l’impressione di dover ribaltare il rapporto fra corpo e coscienza, sovvertendo con un’anastrofe l’ordine logico usato correntemente per metterli in relazione. E la conclusione, per farla breve, potrebbe essere questa: non è la mente immersa nel corpo, ma è il corpo immerso nella mente». Dall’Introduzione di Francesco Tigani.
EAN
9788882203542
Data pubblicazione
2025 12 01
Lingua
ita
Pagine
144
Tipologia
Libro in brossura
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Se questo è un corpo. Breve storia della modernità—