«Quando gli uomini uccisero i primi uccelli» scrive Fantino nel capitolo "La professione di martire" «ignoravano la bontà della loro carne. Li uccisero perché la possibilità di volo suscitava la loro invidia». Questa breve riflessione impianta una lucida base sulla quale innalzare un monumento alla stupidità umana, incapace di cogliere la logica che anima i veri intellettuali, come Fantino, i cui scritti non vanno "determinati" da un articolo partitivo, ma letti in una chiave universale, che consente di ampliare ulteriormente lo scenario della crisi novecentesca non ancora superata, nonostante Nietzsche la abbia annunciata già nell'Ottocento. Il lavoro di Fortunato Mannino conforta gli intellettuali e gli studiosi che vogliono aprire la gabbia in cui la Calabria è stata costretta negli ultimi cinquant'anni, da chi non ha saputo vedere il valore e la portata di certa letteratura e di certa riflessione. La paranoia di Fantino è una sindrome europea, un male descritto da Freud, come frutto di uno scontro non nichilistico, ma fruttuoso, perché "le nevrosi scaturiscono fondamentalmente da un conflitto tra l'Io e la pulsione sessuale, e le forme che esse assumono serbano l'impronta dell'evoluzione seguita e dalla libido e dall'Io". (Dalla prefazione di Francesco Idotta)
EAN
9788882383183
Data pubblicazione
2022 08 01
Lingua
ita
Pagine
504
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
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