Saverio Strati, senza dubbio lo scrittore calabrese più famoso della seconda metà del Novecento, è morto a Scandicci (FI) nel 2014 all'età di novant'anni. La letteratura di Strati, incentrata sulla Calabria, fu disincantata e molto critica verso i suoi corregionali; egli rimase un calabrese della diaspora, con frequenti tratti di malinconia che si infittirono col passare degli anni e con le inevitabili complicazioni della vecchiaia. La fedeltà alla Calabria di Strati ha fatto sì che i maggiori filoni della sua produzione letteraria venissero mutuati dai problemi secolari della regione, spesso intrecciati tra di loro in una spirale positiva che dà aria a molte delle sue narrazioni. È comunque un fatto che la produzione stratiana è organizzata per «fuochi» dominanti (la 'ndrangheta, lo studio e la promozione sociale ad esso collegata, l'emigrazione, la ricerca dell'editore da parte di romanzieri più o meno fortunati) intorno ai quali si sviluppano delle orbite ellittiche che a volte si incrociano fra di loro in narrazioni «ibride» e che, altre volte, nascondono percorsi all'indietro che, come gli epicicli dell'astronomia tolemaica, si muovono ruotando lungo quelle orbite, ripescando materiale già dato alle stampe e fondendolo nei nuovi testi.
EAN
9788882384029
Data pubblicazione
2024 04 16
Lingua
ita
Pagine
168
Tipologia
Libro in brossura
Altezza (mm)
210
Larghezza (mm)
150
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